Immagine di coperture in tegole e lamiera

In breve

Un tetto a due falde presenta due superfici principali; un tetto a più falde ne comprende un numero maggiore. Questa differenza geometrica non definisce da sola struttura, luci o carichi ammissibili. Tetti a padiglione, a cuspide e mansardati hanno forme diverse, mentre una copertura detta piana conserva normalmente una pendenza di smaltimento. Questa guida illustra le forme e i principali criteri strutturali. La scelta dipende dall’edificio, dall’uso dello spazio sottostante, dal rivestimento e dal progetto. Una geometria più complessa non è automaticamente migliore: deve essere valutata in base a funzione, dettagli di tenuta all’acqua, manutenzione e costo complessivo, senza confondere l’aspetto con la capacità portante.

Le principali forme di tetto

La copertura protegge l’edificio e trasmette le azioni alla struttura. L’estetica può orientare la scelta, ma pendenza, raccordi e manto devono essere compatibili.

  • Il tetto a una falda ha un’unica superficie, con pendenza ridotta o più elevata secondo il progetto.
  • Il tetto a due falde ha due superfici spesso simmetriche, ma anche con inclinazioni o lunghezze diverse.
  • Il tetto a padiglione a quattro falde presenta generalmente due superfici trapezoidali e due triangolari.
  • Il tetto a cuspide su pianta quadrata ha quattro falde triangolari che convergono in un vertice; piante diverse richiedono una geometria appropriata.
  • Il tetto mansardato presenta falde spezzate, con tratto inferiore più ripido e superiore meno inclinato. Può favorire l’utilizzo del sottotetto.
  • La copertura detta piana ha una pendenza prevista per lo smaltimento dell’acqua. La pendenza dipende dal sistema di copertura, dai dettagli e dal progetto; non esiste un intervallo unico valido per qualsiasi tetto piano.

Un tetto a due falde non coincide quindi con tutte le coperture a più falde. Numero delle superfici, pendenza e sistema strutturale sono aspetti distinti.

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La forma esterna non definisce la struttura

Una copertura può poggiare su elementi in legno, acciaio o su un supporto portante progettato appositamente. In una copertura piana, struttura e strati superiori sono definiti dal progetto; non si tratta sempre di un’orditura collocata sopra un solaio separato.

I sistemi tradizionali comprendono coppie di puntoni portanti, configurazioni con catena rialzata e strutture con arcarecci, montanti e elementi accoppiati di collegamento. Capriate prefabbricate o reticolari sono ulteriori possibilità. La scelta non discende dal solo numero delle falde.

Un tetto a padiglione richiede anche elementi d’angolo e relativi appoggi. Il suo sistema portante non è automaticamente identico a quello di un semplice tetto a due falde.

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Appoggi, controventi e luci

L’orditura forma lo scheletro portante. Sezioni in legno o acciaio, collegamenti e appoggi sono dimensionati per le azioni previste. La sola dimensione visibile di un puntone non permette di verificare la resistenza.

La catena rialzata è un elemento orizzontale che collega la parte superiore della coppia di puntoni, non un elemento verticale. Il controvento longitudinale, talvolta realizzato con tavole diagonali, ha una diversa funzione di stabilizzazione.

Una struttura con arcarecci e montanti può introdurre appoggi nel sottotetto. I montanti possono essere inseriti nelle pareti divisorie, ma la loro posizione dipende dalla struttura. Questo sistema non è automaticamente più resistente in qualsiasi configurazione.

La luce ammissibile non dipende soltanto dal nome del sistema. Il progettista deve verificare geometria, materiali, carichi, appoggi, collegamenti e deformazioni della struttura specifica.

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