
In breve
L’isolamento del tetto va scelto in funzione della costruzione, dello spazio disponibile e delle prestazioni richieste. Lana minerale, pannelli PIR, cellulosa e altri materiali possono avere impieghi diversi tra i travetti, sotto la struttura o sopra di essa. Una bassa conducibilità termica è utile, ma non descrive da sola il comportamento del tetto completo: contano anche spessore, continuità, umidità e posa. Questa guida presenta le famiglie citate nell’articolo del 20 gennaio 2023, distingue gli indicatori termici e contestualizza gli esempi di prodotto, senza attribuire a un isolante vantaggi universali o risparmi automatici durante l’estate e l’inverno.
Le famiglie di materiali isolanti
Nei progetti di isolamento delle coperture si possono incontrare:
- polistirene espanso EPS e polistirene estruso XPS, che sono materiali distinti;
- lana di roccia e lana di vetro, entrambe appartenenti alle lane minerali;
- cellulosa;
- schiume poliuretaniche PUR e poliisocianurate PIR, fra cui i pannelli PIR;
- sughero naturale, perlite, lana naturale e paglia;
- isolanti riflettenti e pannelli di lana di legno legati con magnesite.
L’elenco riunisce prodotti con funzioni e caratteristiche differenti. Non significa che tutti possano sostituire, allo stesso spessore, l’isolante principale di una medesima copertura. Il prodotto e il sistema devono essere compatibili con posizione, supporto e requisiti del progetto.
L’isolamento dall’esterno, sopra la struttura, non è limitato alla lana minerale posata sul tavolato. Sono possibili sistemi con pannelli PIR o altri materiali, dotati dei propri supporti e fissaggi. La soluzione va definita per l’insieme del tetto.
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Confrontare correttamente le prestazioni termiche
L’isolamento rallenta il passaggio del calore in inverno e in estate. Una conducibilità termica λ più bassa, confrontata nelle stesse condizioni, permette una resistenza termica maggiore a parità di spessore. La resistenza dello strato isolante non coincide però con la trasmittanza U della copertura completa.
L’articolo originale richiamava una temperatura di riferimento di 10 °C e un tetto riscaldato dal sole fino a 50 °C. Da questi esempi deduceva un forte aumento della conducibilità della lana e una variazione minima per il PIR. Tali indicazioni non dimostrano una curva valida per tutti i prodotti né un risparmio quantificabile sul raffrescamento. Occorre confrontare valori dichiarati e dati specifici in condizioni coerenti.
Il comfort estivo dipende anche da tenuta all’aria, ponti termici, ventilazione e apporti solari. I pannelli PIR possono offrire una bassa conducibilità, ma la loro presenza non garantisce da sola il risultato dell’edificio. L’effettiva riduzione dei consumi e delle emissioni dipende dalla realizzazione e dall’utilizzo.
Esempi di prodotti e documenti da controllare
I produttori propongono materassini di lana minerale, pannelli compositi come EasyTherm, membrane e sistemi completi per coperture. L’articolo del gennaio 2023 citava Thermano Roof con λ = 0,023 W/(m·K). È un dato storico riferito a una gamma, non un valore da assegnare a qualsiasi pannello PIR o spessore oggi disponibile.
La selezione comprendeva inoltre termPIR e IZOPROOF, pannelli PUR e sistemi di isolamento sopra la struttura. Altre proposte utilizzano lana minerale, perlite, polistirene o pannelli da tetto isolati con schiume o lana di vetro. Il nome di una gamma non sostituisce la verifica della variante e della documentazione vigente.
Scegliete un sistema con impiego e prestazioni dichiarate adatti al progetto. Non si possono promettere, per tutti i prodotti PIR, idoneità a qualsiasi condizione o assenza assoluta di variazioni delle prestazioni nel tempo. Valori di calcolo, controllo dell’umidità e modalità di posa devono rimanere quelli del sistema effettivamente selezionato.





















